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01/01/2010 10:21matteoNoto che nel quadro CK viene confermato l’obbligo ne di compilazione anche per l’eccedenza IRES da consolidato fiscale che la consolidante intende utilizzare in compensazione di propri debiti tributari e previdenziali. Ritengo tale obbligo privo di qualsiasi fondamento normativo. L’art. 118 del D.P.R. n. 917/1986 prevede al comma 1, tra l’altro, che “al soggetto controllante compete … la liquidazione dell’unica imposta dovuta o dell’unica eccedenza rimborsabile o riportabile a nuovo”. Pertanto, unica ed esclusiva titolare sia del debito sia del credito risultante dalla dichiarazione dei redditi del consolidato fiscale è la società consolidante. (cfr anche relazione al D.Lgs. 344/2003). Il comma 2 del medesimo articolo disciplina l’utilizzo delle eccedenze d’imposta riportate a nuovo dalle società aderenti al consolidato fiscale relative ad esercizi anteriori all’inizio della tassazione di gruppo prevedendo che le medesime possano essere utilizzate alternativamente o dalle società cui competono ovvero anche dalla società consolidante e disponendo che in tal caso rimanga ferma l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 43-ter del D.P.R. 602/1973. L’intento del Legislatore appare oltremodo chiaro: l’adesione alla tassazione consolidata non deve essere strumento per evitare di applicare la procedura dell’art. 43-ter con riferimento a eccedenze d’imposta delle società parte del consolidato fiscale realizzate anteriormente all’inizio del consolidamento e proprio perché dette eccedenze non sono sorte durante il periodo di consolidamento. Ciò significa, a contrario, che durante il consolidato nessuna ulteriore procedura è dovuta, dato che già quella di consolidamento assolve ad ogni fine. Ma anche qualora si dovesse ritenere applicabile, e così non è, in ogni caso l’art. 43-ter, quindi anche con riferimento alle eccedenze d’imposta generatesi in corso di consolidamento, e ciò non certo per un obbligo normativo scaturente dalle disposizioni di cui dagli artt. 117 e ssgg del D.P.R. 917/1986 ma, eventualmente, per le disposizioni stesse dell’art. 43-ter, questo non potrebbe che valere per il trasferimento da consolidante a consolidate, non certo dalla consolidante a se stessa (come invece, a mio avviso erroneamente, fa la CM n. 35/E/2005). La consolidante è soggetto giuridicamente e fiscalmente unico e non “bino”, è titolare esclusiva e unica dell’eventuale eccedenza d’imposta e come tale libera di farne l’utilizzo che crede, compreso quello in compensazione con propri debiti per altri tributi o contributi, prova ne è che l’art. 124 comma 4 del D.P.R. 917/1986 così dispone in caso di interruzione della tassazione di gruppo “… le eccedenze riportate a nuovo permangono nell’esclusiva disponibilità della società o ente controllante …” confermando quindi ancora una volta che le eccedenze d’imposta del periodo di vigenza del consolidato fiscale sono “solo” della consolidante che le potrà utilizzare anche in compensazione.